giovedì 19 giugno 2008

Relazione

LE DIFFERENZE TRA MANI E PIEDI DAL PUNTO DI VISTA CULTURALE

Emanuela Vici Corso di Roma anno 2007/2008

In questa mia ricerca cercherò di trattare le differenze tra mani e piedi dal punto di vista socio-culturale orientale approfondendo due tradizioni una giapponese e l’altra cinese che riguardano mani e piedi. La prima esalta l’importanza delle mani con la tecnica del Reiki un’arte di guarigione con la sola imposizione delle mani, la seconda la totale indifferenza verso i piedi con la pratica del loto d’oro la fasciatura che veniva praticata alle donne cinesi.

REIKI

Reiki è un’antichissima tecnica di benessere olistico, riscoperta in Giappone nel 1922 dal Dr. Mikao Usui Sensei, basato principalmente sulla imposizione delle mani che basa la sua potenza ed efficacia sull'amore e sull'energia dell'universo e trova innumerevoli utilizzi.

La storia

Secondo la tradizione fu Mikao Usui, nato in Giappone nel 1865, a sviluppare la pratica del Reiki affermando di avere ricevuto l'abilità di curare dopo tre settimane di digiuno e meditazione sul Monte Kurama. I praticanti il Reiki usano infatti un tecnica analoga alla "imposizione delle mani", che, affermano, canalizza le energie terapeutiche (ki).Nell'aprile del 1922, Usui andò a Tokyo dove fondò l'Usui Reiki Ryoho Gakkai.

Il termine Reiki indica un livello di energia vibrazionale che è comune a tutti gli esseri viventi e che nutre e mantiene le cose in vita. Essere "Canali Reiki" vuol dire entrare in sintonia con quella parte del nostro essere che è un tutt'uno con l’energia universale.

REIKI è una parola giapponese che significa "Energia Vitale Universale" e nasce dall'unione di due concetti:

REI che possiamo chiamare "Energia Universale" ed è tutto ciò che esiste intorno a noi.
E' una forza presente in diverse culture del mondo, è chiamata Dio o identificata e personalizzata in un Essere Supremo con cui si può entrare in contatto attraverso varie forme tra cui la preghiera. Gli esseri umani che ne siano coscienti o no, sono guidati da tale forza, e attraverso essa sono costantemente spinti verso l'esperienza, l'amore e verso il mistero.

KI che è un concetto fondamentale nella Medicina Tradizionale Cinese e nelle Arti Marziali e che possiamo tradurre come "Energia che scorre nel Corpo". La Forza Vitale che scorre in ogni organismo vivente. Dagli Indiani è conosciuta come Prana, nella Medicina Tradizionale Cinese si chiama Chi o Ki, e circola negli organi interni e nei meridiani.

L'unione di REI e KI da origine alla parola Reiki, e che viene utilizzata per definire sia la disciplina o la pratica che l'Energia da esse utilizzata.

La tecnica

Con la massima semplicità, il Reiki viene trasmesso dall'operatore appoggiando le mani su alcuni punti del corpo della persona che percepisce una serie di diverse sensazioni, piacevoli e intense che riescono a sbloccare le tensioni e ad incanalare nell'organismo una nuova energia vivificante e universale, avviando quindi un processo di guarigione che investe il piano fisico, mentale, emozionale e spirituale. Non è assolutamente necessaria alcuna nozione preliminare, nessuno sforzo per cercare di capire che cos'è: lentamente, ognuno con i suoi tempi la sentiamo scorrere in noi. Ed una volta percepita in noi, è molto più facile sentirla scorrere in un'altra persona.
Questa energia Reiki può essere utilizzata a piacere, in qualsiasi posto e da chiunque, non richiedendo nessuna predisposizione o strumento se non la propria volontà ed intento.

Quindi il Reiki non è né una religione né un concetto, è semplicemente la consapevolezza della propria energia, potenzialmente nostra di diritto, sin dalla nascita, e utilizzata al fine di raggiungere una grande armonizzazione interiore, un benessere fisico e mentale attraverso l’uso delle mani.

IL LOTO D’ORO

Con Loto d'oro o Gigli d'oro si indicano i piedi artificialmente deformati delle donne cinesi. Il nome è dovuto all'andatura precaria e oscillante che assumevano le donne sottoposte a questa pratica, in auge nelle dinastie Ming e Qing e gradualmente scomparsa durante la prima metà del XX secolo.

La tecnica

Comparazione radiografica tra un piede normale e un piede fasciato (schema)Per un periodo di 5-10 lunghissimi anni, a partire, a seconda dei casi, da un'età compresa tre i 2 e gli 8 anni, per durare fino ai 13 o 15 anni - gli anni dell'infanzia e della crescita - i piedi delle bambine venivano fasciati con bende di cotone che li tenevano stretti notte e giorno fino a deformarli stabilmente. La forma desiderata - due piccolissime mezzelune - era raggiunta per mezzo di due operazioni: le quattro dita piccole venivano ripiegate e strette con le bende contro la pianta del piede, in modo da renderla più affusolata e, contemporaneamente, il piede veniva accorciato forzando l'alluce ed il calcagno l'uno contro l'altro, in modo che l'arco del piede assumesse una forma fortemente convessa (questo era possibile solo grazie all'elasticità dell'ossatura infantile). Con la crescita l'arco si rompeva, così come si fratturavano le falangi delle dita ripiegate. Di conseguenza, il piede poteva sopportare il peso del corpo soltanto sul tallone. Se questo procedimento iniziava entro i primi anni di vita, l'esperienza della bambina era meno dolorosa che non nei casi in cui soprattutto nelle famiglie contadine, essa veniva lasciata con i piedi intatti fino all'età di dieci -dodici anni, perché potesse aiutare più a lungo in casa e nei campi.

Dopo i primi due anni dall'inizio della fasciatura, il dolore diminuiva, ma in ogni caso la fasciatura dei piedi comportava un tormento quotidiano, che sarebbe continuato per tutta la vita. Una volta deformati a piacere, i piedi bendati erano poco utili a stare in piedi. I piedi, privi della normale elasticità, erano un sostegno instabile e faticoso e, dato che il peso del corpo era trasferito tutto sui talloni, la persona doveva oscillare continuamente avanti e indietro per mantenersi in equilibrio.
I "fiori di loto" esigevano attenzioni quotidiane: bisognava continuamente lavarli e curarli ed era necessario tenerli fasciati e calzati giorno e notte per dare loro il sostegno che avevano perduto, non avendo più una normale pianta distesa. Le unghie andavano tenute sempre ben tagliate, altrimenti potevano penetrare nella pianta del piede, e le bende potevano impedire la circolazione del sangue, provocando setticemia o cancrena. Tutte queste cure venivano fatte ed insegnate ad ogni bambina dalla madre, alla quale era toccata la stessa sorte prima di lei.

Generalmente le fasce smesse venivano gettate tra i rifiuti. Ma vi fu un medico dello Hunan che prese ad usarle per curare alcuni malati con effetti, a suo dire, sorprendenti. Se la malattia era causata dalla presenza di spiriti maligni, per cacciarli bisognava avvolgere bende di giovani fanciulle intorno alla vita del paziente. Per abbassare la febbre si poggiava la vecchia scarpa d’una fanciulla con i piedi fasciati sopra l’ombelico del paziente. Quando la scarpa si riscaldava, la si sostituiva con un’altra; tale procedimento causava il lento decrescere della temperatura. Per far riprendere conoscenza, si bolliva dell’acqua e quindi, dopo averla fatta leggermente raffreddare si lavavano i piedini di una giovane e la si faceva quindi bere al paziente, che riprendeva immediatamente i sensi.

La storia

Si narra che la fasciatura dei piedi sia nata intorno al 900 d.C. per la civetteria di una concubina imperiale, che soleva fasciarsi i minuscoli piedi con bende di seta bianca e ballare per l'imperatore la "danza della luna sul fiore di loto". L'usanza venne poi imitata, diffondendosi gradualmente in seno alle classi superiori nei secoli successivi.

Il Confucianesimo, un sistema sociale che ha sempre privilegiato la stabilità, colse al balzo il vantaggio offerto da questo vezzo di corte, incoraggiando la diffusione di tale moda, nella quale vedeva un sistema perfetto per costringere le donne entro le mura domestiche. La fasciatura dei pedi, infatti, a differenza di altri sistemi di controllo della sessualità femminile, escogitati ad altre latitudini ed in altre culture - come l'infibulazione o la cintura di castità - comportava un controllo totale della persona e della sua mobilità.

Nell'etica confuciana, i tratti apprezzati erano, per la donna, che sostenesse e valorizzasse l'uomo, e per l'uomo, che tenesse a freno e dominasse la donna. La subordinazione femminile era sottolineata quale elemento fondamentale dell'ordine sociale, e la fasciatura dei piedi venne promossa quale mezzo per conservare la castità femminile ed insegnare la separazione tra uomini e donne.
La fasciatura dei piedi si diffuse, all'inizio, come segno di distinzione, superiorità e classe, ma con il tempo divenne un sistema di escalation sociale, che permetteva anche ai contadini di vendere le loro figlie come concubine, così come un modo per compensare la mancanza di avvenenza o qualche difetto fisico e quindi per riuscire ugualmente a sposare figlie non particolarmente attraenti.

La fasciatura dei piedi sostituiva qualunque requisito nella scelta di una moglie, perché la sua portata andava ben oltre il mero fattore estetico. I piedi fasciati garantivano nella sposa il desiderio di compiacere il marito, capacità di sopportazione del dolore, coraggio e disponibilità a fare qualunque cosa per esaudire i desideri dello sposo. Erano il segno tangibile che il carattere della fanciulla era stato definitivamente domato.

Piede fasciato con e senza scarpa Al primo incontro prematrimoniale, i futuri suoceri usavano sollevare leggermente la gonna della promessa sposa per verificarne la dimensione delle estremità. Con un semplice gesto, dunque, quello di sollevare il lembo dell'abito della potenziale futura nuora, le famiglie ricevevano tutte le informazioni fondamentali sulla ragazza.
La fasciatura dei piedi venne proibita negli anni '20, dopo la caduta di un impero durato due millenni, ma è continuata nelle campagne fino all'avvento della Repubblica Popolare Cinese nel 1949. Già alla fine dell'800 era cominciato il movimento contro la fasciatura dei piedi, ma molte madri e figlie si aggrapparono alla vecchia usanza con caparbia ostinazione per sfuggire alla pubblica vergogna cui andava incontro chi aveva piedi grandi.

Forti dunque le donne cinesi, ma sempre all'interno della loro cultura, che cerca la composizione del disaccordo attraverso la mediazione piuttosto che nello scontro diretto. Anche nella Cina di oggi, il raggiungimento degli obiettivi di una donna passa attraverso un'apparente sottomissione. Le donne sanno che, per raggiungere i loro obiettivi, devono "legarsi - metaforicamente - i piedi" e non scendere in piazza come è avvenuto con il femminismo in occidente.

Purtroppo non sono riuscita ad inserire le foto.

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